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Maraute
Dove osano solo le aquile
DIARI
20 maggio 2009
Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene...
FONTE: NAUTILUS.MAGAZINE.BLOGSPOT



A un mese e mezzo dal terremoto che ha devastato la provincia de L’Aquila, la situazione è tesa, drammatica e irrisolta.
Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.
Voglio partire da qui per far luce su cosa sta accadendo in Abruzzo. Ho contattato volontari e abitanti affinchè ci fosse un supporto alle parole di Andrea o (magari) una smentita, perciò man mano che mi arriveranno altri riscontri aggiornerò questo blog.
Elisabetta Fiore




HO VISTO L’AQUILA - Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.

Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila. 

Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini". 

Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

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14 marzo 2009
Signori e signore il signoraggio s'ignora!




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POLITICA
4 marzo 2009
Almeno il fascismo la mafia la combatteva...


19 dicembre 2008
Io so


Io so
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Io so che la criminalità organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.
Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.
Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.
Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.
Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.
Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella.
Io so che non esiste alcuna guerra tra Procure, ma una Procura indagata, quella di Catanzaro, e una che ha indagato nel rispetto della legge e dei regolamenti, quella di Salerno.
Io so tutto questo, ma non ho le prove. Solo una montagna, una colossale montagna di indizi.
Io so che Alfano ha il compito di proteggere Berlusconi dalla Giustizia e non la Giustizia da Berlusconi.
Io so che quattro cariche dello Stato sono al di sopra della legge, come neppure i re e i principi del Medio Evo, per non essere soggette alla legge, per non farsi processare, per non finire in galera.
Io so che le cariche dello Stato al di sopra della legge e, quindi, fuorilegge si chiamano, in ordine alfabetico: Berlusconi, Fini, Napolitano e Schifani.
Io so che un giornalista del Corriere della Sera, Vulpio, è stato rimosso dal suo incarico dal direttore Mieli per aver riportato nei suoi articoli i nomi eccellenti delle persone coinvolte dalle indagini in corso a Catanzaro da parte della Procura di Salerno, e tra questi Nicola Mancino, vice presidente del CSM.
Io so che Paolo Borsellino incontrò a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e uscì sconvolto dal colloquio.
Io so che Apicella non deve essere rimosso da Alfano, il maggiordomo di Ghedini, l’avvocato di Berlusconi che lo difende mentre percepisce i soldi da deputato della Repubblica.
Io so, e lo sanno in tanti, che la Seconda Repubblica è nata per salvare dalla galera, e forse dalla morte, molti politici contigui alla criminalità organizzata.
Io so che la Seconda Repubblica è nata sulle stragi del ’93 e su accordi occulti.
Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Luigi Apicella va difeso.
Io so che Napolitano sa, nel suo ruolo di presidente del CSM, ma preferisce voltarsi, ogni volta, dall’altra parte. Dalla parte dei partiti e della tenuta del Sistema.
Io so che ci sono 18 condannati in via definitiva in Parlamento, e un centinaio tra inquisiti e condannati in primo o secondo grado.
Io so che le ultime elezioni sono state illegali e che i parlamentari sono stati scelti dai capi dei partiti a tavolino e che non rispondono agli elettori, ma agli interessi di partito o delle persone che controllano il partito.
Io so che Luigi Apicella non può essere lasciato solo, che non può essere sospeso da nessun politico.
Io so che Luigi De Magistris deve continuare le sue inchieste “Why Not”, “Poseidone” e “Toghe Lucane”.
Io so che Clementina Forleo deve rientrare in possesso dell’inchiesta sull’Unipol ed essere libera di poter interrogare chiunque, anche Massimo D’Alema.
Io so che se la magistratura sarà soggetta al potere politico, se perderà la sua indipendenza, quella che le rimane, per l’Italia non ci sarà nessun futuro e, forse, non ci sarà più neppure l’Italia.
Io so che, per queste ragioni, il 28 gennaio 2009 sarò a Roma alle ore 9, in piazza Farnese, insieme all’ Associazione dei familiari delle vittime di mafia.
Io so che, per queste ragioni, ogni cittadino italiano dovrebbe testimoniare a Roma con la sua presenza.

da www.beppegrillo.it




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POLITICA
31 ottobre 2008
Chiamatemi Barone

Chiamatemi Barone. L'ho detto anche mia moglie, ieri sera, dopo aver sentito ripetere questa definizione almeno una decina di volte, in tivù, nei salotti dove si discute delle sorti dell'umanità. Da Vespa e da Mentana. Da Floris e da Santoro. Ospiti: la variegata tribù di lotta e di governo, che si affolla intorno e dentro l'Università. Studenti pro e contro, manifestanti di sinistra e di destra, agitatori e agitati, rumoreggianti e silenziosi. Occupanti e occupati. Poi, filo-ministeriali e oppositori democratici. Infine, professori. Pardon: "baroni". Perché ormai è dato per scontato: i professori universitari sono "baroni". Tutti. Reclutati in base a criteri clientelari, attraverso concorsi-truffa, che a loro volta provvedono, puntualmente, a riprodurre. Reclutando, a loro volta, ricercatori e professori in base a logiche di fedeltà. Schiavi e servi della gleba, che, dopo secoli di precarietà, un contratto oggi, una borsa domani, un dottorato e un post-dottorato dopodomani, giungono, alla fine, stremati, all'auspicato posto fisso. Per fare i ricercatori fino a diventare professori. Naturalmente "per anzianità" (così si dice). Senza rispetto per il merito e per la produzione scientifica, didattica e organizzativa. "Baroni", appunto. I veri colpevoli del dissesto dell'Università italiana. Del degrado del sapere nazionale. Dell'ignoranza che regna fra i giovani. E, anzitutto, del disastro finanziario. Del deficit crescente di risorse. Provocato non tanto dai tagli di questo governo e da quelli precedenti, ma da loro (da noi): i baroni. Che prendono lo stipendio senza fare nulla. (Soggiogateli ai tornelli!). Incapaci di gestire le università. Colpevoli della moltiplicazione dei corsi e delle sedi, dovunque. Le università telematiche e quelle tascabili, fuori porta. Che promettono e permettono la conquista del titolo di dottore a tutti. Giornalisti, carabinieri, poliziotti, infermieri. Volontari e involontari. Perfino i politici. Beneficiati da un monte-crediti formativi tale da permettere loro di laurearsi in pochi mesi, con pochi esami. Dottori in Scienze della futilità. Questi "baroni": fannulloni, perfidi e manovratori. Capaci di manipolare gli studenti. Di farli scendere in piazza insieme a loro, per loro, con loro. Invece che "contro" di loro.

Tutti baroni. Tutti. Inutile eccepire ... Inutile osservare che tu, io, lui, noi - alcuni, magari molti - lavoriamo e insegniamo in modo assiduo e regolare, facciamo ricerca, pubblichiamo libri e saggi, perfino su riviste internazionali (un'aggravante: dove troviamo il tempo per fare tutte queste cose? Per scrivere e per studiare? Partecipare a convegni in Italia e addirittura all'estero?). Per sostenere le nostre attività, cerchiamo - e qualche volta troviamo - finanziamenti. Non solo pubblici: perfino privati. Le eccezioni non contano. Sono conferme alla regola. Inutile osservare che se ci fosse un sistema di reclutamento e di valutazione universalista, criteri di finanziamento fondati su parametri "misurabili" di qualità e quantità ... Inutile. Perché tutto ciò non c'è. E se non c'è, inutile prendersela con il legislatore. La colpa è dei "baroni". D'altronde, quanti baroni infiltrati in Parlamento e perfino nel governo... Insomma, è inutile entrare nel merito, precisare. Quando da "professori" si diventa "baroni" le distinzioni cessano di avere rilievo e significato. Suggerirle, evidenziarle: è perfino fastidioso. Perché possiamo differenziare i professori, i quali possono essere bravi, capaci, laboriosi, prestigiosi, oppure fancazzisti, ignoranti peggio degli studenti, arroganti, fannulloni nullafacenti e nullapensanti. Ma i "baroni" no. Perché traducono fenomenicamente una categoria sostanziale: la "baronità". Per cui i baroni sono i signori oscuri di una terra oscura. Avvolta nelle nebbie. Anche la semantica, d'altronde, condanna e stigmatizza la categoria. Ridotta a una variante della "casta". Definizione usata, fino a qualche mese fa, per catalogare (e insultare) i politici. Ora, invece, lo stesso termine è applicato con analogo disprezzo, ai professori dell'università. La casta dei baroni. Titolari di privilegi ereditati ed ereditari. Dotati di un potere arbitrario. Un ceto "nobiliare", appunto.

L'ho rammentato a mia moglie, come scrivevo all'inizio di questa "bussola" un po' scombussolata. Da oggi io sono un Barone. E lei, di conseguenza, una Baronessa. Intanto, i Baronetti - ignari di essere divenuti tali - se ne stavano nelle loro stanze, intenti a studiare.

Chissà che invidia il Presidente del Consiglio. Lui, con i suoi successi, riconosciuti da tutti: soltanto Cavaliere.

di Ilvo Diamanti da www.repubblica.it

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26 ottobre 2008
IL MISTERO DELLA MUSCOLATURA VAGINALE

Da quel che ci risulta nell'occidente cristiano l'esistenza dei muscoli vaginali fu registrata soltanto a partire dal 1900; ne abbiamo trovato traccia in qualche scritto pornografico e nell'autobiografia di una prostituta (Nell Kimball "Memorie di una maitresse americana" trad. B. Fonzi, Ed. Adelphi).
Solo negli anni '30 il dottor Kegel iniziò a studiare scientificamente l'argomento. Recentemente altre due ricercatrici se ne sono occupate: la danese Helle Gotved e l'israeliana Reouma Choen.

È incredibile che in tante pagine di letteratura pornografica e medica l'esistenza di questa muscolatura non sia stata menzionata. In effetti l'attività sessuale è sempre stata raccontata come se la si osservasse in lontananza. Non ci si è mai addentrati nella descrizione minuta di ciò che avviene tra due corpi che si uniscono. E pare proprio che solo in questo secolo ci si sia spinti a guardare da vicino una delle nostre attività più importanti e più piacevoli.
Quest'autocensura è una peculiarità della cultura cristiana e di poche altre culture primitive rigidamente patriarcali. Infatti gli arabi, gli indiani e i cinesi, come i selvaggi delle isole dell'Oceania avevano già secoli fa sviluppato un eccellente livello di osservazione sull'anatomia e le modalità del piacere sessuale. Certamente non osservarono tutto ma almeno non avevano le fette di formaggio sugli occhi. E in effetti non accorgersi dei muscoli vaginali e delle loro fantastiche possibilità è veramente un buco culturale di proporzioni galattiche. Ecco come Helle Gotved descrive questi muscoli:

"La muscolatura del fondo delle pelvi ha più di uno scopo. I muscoli devono cooperare nel sostenere gli organi interni e hanno una funzione importante durante il coito. Il problema è che molte donne non conoscono questi muscoli. Questo avviene per cause ben determinate. Non ne abbiamo imparato nulla, sia perché sono muscoli invisibili, sia perché tutta la zona è tabù e durante l'infanzia viene fatto divieto di toccarsi lì.
I muscoli del fondo della pelvi non sono guardati come una parte normale dell'apparato di movimento. Il loro allenamento non fa parte dell'insegnamento della ginnastica. Non se ne parla fino alla preparazione al parto, cioè un po' tardi. Invece bisognerebbe che se ne parlasse nei corsi di educazione sessuale e preparazione alla vita coniugale, così che la donna non inizi impreparata la convivenza e poi si senta delusa e per giunta definita fredda oppure frigida.
Quando una donna non ha il senso della propria muscolatura pelvica, quando non sa com'è fatta, non conosce la funzione dei muscoli e non sa usarli, allora può anche perdere la possibilità di avere l'orgasmo, il che può peggiorare il suo matrimonio o addirittura rovinarlo. Un rapporto sessuale non è sempre tanto facile.
"Sei innamorata coll'anima - lo fai con il corpo". La prima cosa non è difficile, la seconda invece può essere problematica ed allora è molto importante che la donna sappia di più di sé stessa. Ci vuole sia esercizio che maturazione prima che il coito possa diventare assolutamente ben riuscito. Molto dipende dallo stato della muscolatura pelvica, è un pezzo del mosaico, un particolare nell'insieme dell'essere umano. È necessario che si possa tendere o rilassare questi muscoli coscientemente."

C'è da chiedersi come mai quasi tutte le donne non si accorgano dell'esistenza di questi muscoli e della possibilità di usarli. Eppure tutte le donne li usano senza farci caso. Per fare la pipì bisogna ad esempio rilassare il muscolo pubococcigeo, per trattenere l'orina contraiamo lo stesso muscolo (questo vale sia per gli uomini che per le donne).
Il primo passo per individuare questo gruppo di muscoli è notare cosa si fa quando si blocca il flusso dell'orina. Ugualmente si muovono involontariamente questi muscoli (almeno un poco) durante l'orgasmo. Infatti il climax è accompagnato da contrazioni interne in tutta la vagina, che avvengono in modo diverso se l'orgasmo è vaginale o clitorideo .
Se questi movimenti non vengono sentiti è perché non abbiamo la cultura dell'osservazione di noi stessi. Tutto il modo di pensare, tutto il nostro schema di valori è puntato verso l'esterno? Del dentro di sé ci si occupa pochissimo. C'è poi un'aggravante dovuta alla natura sessuale di questi muscoli e alla concreta difficoltà di vedere come essi sono.

"Il germe del problema del coito sta forse nel fatto che: "La spada è visibile, il fodero è nascosto". Per l'uomo è sempre stato ovvio che cosa dovesse fare per venire, per la donna invece no. L'attrezzatura dell'uomo è visibile, la donna non conosce la sua. Il "polsino" che lei deve stringere non l'ha mai visto e forse non ne ha mai sentito parlare. Dobbiamo tornare all'educazione. C'è una discriminazione evidente nel modo di educare maschi e femmine al rapporto con il loro sesso. La famosa "piccola differenza" sta nella spada visibile e il fodero nascosto ma la discriminazione sta nel fatto che il ragazzo ha il permesso di toccare il pene, è costretto a farlo quando impara a dirigerlo facendo pipì. Lo conosce, ne è fiero. La ragazza invece non ha mai visto quello che deve attorniare il pene e se lei, curiosa, esplora i suoi organi genitali, in molti casi le viene detto: "via le mani!".

Un pregiudizio di vergogna viene associato a tutta la regione e la ragazza è trascurata come essere sessuale. Forse troverà di nascosto la sua clitoride ma nessuno le spiega che sensazioni miracolose lei può provare più in fondo, nella vagina, ad esempio quando si arrampica alla corda nella palestra.
Quindi, primo: l'informazione, poi il senso del corpo. L'educazione al rilasssamento, l'esercizio e l'insegnamento del movimento fanno parte di quello che si può fare nel tentativo di risolvere i problemi sessuali. L'unica persona in grado di aiutare la natura a ridare alla vagina il giusto tono muscolare è proprio la donna."

da www.sessosublime.it


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DIARI
26 ottobre 2008
ODE ALLA DONNA
La donna è bellissima in maniera esagerata, essa è tutta tondeggiante con emisferiche protuberanze su due lati.
E tutte delle robe che si muovono quando ti guarda. Che poi si dice che sbatte le ciglia ma è un diminutivo. La donna è l'origine della vita. Se non si capisce questo non si può arrivare a far l'amore fino in fondo con essa.
La donna è poesia, mare e delirio. Istintivamente la donna ha un'idea del sesso diversa da quella dell'uomo. C'è dentro di lei la magia del poter essere madre. La donna è un'orchestra di violini e trombe che celebra la grandezza del creato. Noi maschi abbiamo la sfacciata occasione di poterla pastrugnare un po' durante questi pazzi anni che passiamo sulla terra.

La donna non può credere che il sesso sia solo un lubrico sfregarsi genitale. La donna sente che nel sesso c'è di più. C'è il miracolo del rock&roll. Per fare l'amore con una donna fino in fondo bisogna rispettare la gioia di vivere che il suo poter essere madre la vita rappresenta. È vero che ci sono donne che giocano alla trasgressione, che provano piacere nell'essere umiliate, che interpretano la parte delle cacciatrici di sesso recitando l'imitazione rovesciata del maschio sciupafemmine. Ma una donna non può sentire fino in fondo il piacere fisico se resta in queste esagerazioni. E in effetti neppure un uomo può trovare in questo modo la piena soddisfazione. Che magari in una notte copuli con due sventole favolose e il mattino ti senti poi depresso come se avessi perso le chiavi di casa e non avessi il doppione. Ma per l'uomo certe cose contano meno, in fondo c'è in lui l'istinto atavico del maschio che gareggia per avere il maggior numero di donne.
Nella donna, al contrario, c'è il bisogno dell'attenzione e della totale partecipazione emotiva del suo amante. Inconsciamente, anche nell'avventura di una notte la femmina umana cerca il gesto, il ritmo che le comunica tenerezza, disponibilità a unirsi, a collaborare alla nascita della nuova vita che potenzialmente potrebbe nascere. Insomma alla donna interessa molto di più il prima e il dopo, il contorno, rispetto alle misure del pene o alla potenza muscolare della spinta pelvica.
Insomma le donne non sono tipe da una botta e via. Se darete poco riceverete poco e non diventerete mai un Grande Amatore. In un angolo della mente della donna c'è sempre il bisogno biologico di un nido. Per amare le donne dovrete riscoprire la vostra tenerezza. Non fate i bestioni come al solito. Questo istinto della femmina, scritto nel linguaggio genetico, è ciò che rende così importante per le donne la parola Amore. Per amare le donne bisogna amare la vita. Solo così si diventa Grandi Amatori (e le donne urleranno tra le vostre braccia).


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POLITICA
26 ottobre 2008
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950
L'ipotesi di Calamandrei.
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." Piero Calamandrei

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6 ottobre 2008
La febbre climatica del Sistema Solare

Ghiacci polari che si sciolgono, neve su Marte, esagoni su Saturno e triplici macchie su Giove. Il 2012 si avvicina ma per la scienza è tutto normalissimo, anzi inspiegabile. 
Di Pablo Ayo per www.disinformazione.it - 2 ottobre 2008



Ci sono stati molti momenti salienti nella storia dell’umanità: il 1945 verrà ricordato per le esplosioni atomiche di Nagasaki e Hiroshima, il 1963 per l’omicidio di Kennedy, il 1969 per la conquista della Luna (forse) e il festival di Woodstock. Il 1979 per il trattato SALT II di non proliferazione nucleare, il 1983 per l’attentato a Woityla.
E il 2008? Lungi dall’essere annoverato come l’anno della ripresa economica dell’Italia, ancora alle prese con problemi vecchi e privilegi del tutto nuovi della casta dirigente, ormai ingiudicabili persino dalla legge, quest’anno verrà ricordato per l’estate in cui il Polo Nord si sciolse.
Per carità, i Poli perdono ghiaccio ogni estate, in percentuale, e i più sereni d’animo si affretteranno a dire che noi “catastrofisti” siamo sempre pronti a gridare al lupo per ogni bazzecola. Eppure, tutte le principali testate scientifiche si sono ritrovate, loro malgrado, a dover diffondere una notizia tanto inattesa quanto imbarazzante: la scorsa estate, mentre noi cercavamo refrigerio tra gli ombrelloni della riviera o in un sorso di granatina alla menta, per la prima volta nella storia documentata il Polo Nord si è ritrovato completamente libero dai ghiacci, che loro malgrado si sono ritirati dai cocenti e onnipresenti raggi solari sulle lontane coste del Canada.

Quest’estate i giornali titolavano così:
“L'Artico può essere circumnavigato, è la prima volta in 125mila anni”
L’articolo spiegava che per la prima volta a memoria d'uomo sarà possibile circumnavigare l'intero Polo Nord. «Foto satellitari scattate due giorni fa mostrano che lo scioglimento dei ghiacci verificatosi la settimana scorsa ha finalmente aperto contemporaneamente sia il favoleggiato Passaggio a Nord-Ovest che il passaggio a Nord-Est. A dimostrarlo sono immagini scattate da satelliti NASA. Il Passaggio Nord Ovest, nel territorio canadese, si è aperto nello scorso fine settimana, mentre l'ultima lingua di ghiaccio che ostruiva il Mare di Laptev, in Siberia, si è disciolta qualche giorno dopo.»

Un evento clamoroso che, se da un lato corona il sogno secolare di generazioni di esploratori, navigatori e viaggiatori, dall'altro rappresenta un preoccupante segnale dell'accelerarsi del processo del riscaldamento globale. Negli scorsi decenni, in varie occasioni si è verificata la situazione dell'apertura dell'uno o dell'altro passaggio ma mai era accaduto che entrambe le due misteriose porte dell'artico si dischiudessero simultaneamente. Questo è solo l'ultimo segnale della crisi dell'intero ecosistema artico. Solo poco tempo fa, il National snow and ice data center (NSIDC) statunitense aveva informato che quest’anno l'estensione globale del ghiaccio artico è prossima a battere il record negativo, dello scorso anno, di 4,14 milioni di chilometri quadrati: un valore inferiore di oltre un milione di metri cubi al record precedente, fissato nell'estate 2005. In due anni, i ghiacci del Polo Nord si sono ritirati per un'estensione grande quattro volte l'Italia.

L’estate del 2008, i turisti sono stati fatti evacuare dal Parco Nazionale Auyuittung, nell'Isola di Baffin, la grande isola del Nunavut canadese situata a occidente della Groenlandia, a causa dello scioglimento dei ghiacci: "Auyuittung", in lingua inuit, significa "terra che non scioglie mai"... E sempre estiva è la notizia che nove orsi polari, rimasti senza habitat, sono stati visti nuotare in mare aperto, dopo un immenso crollo nel ghiacciaio Petermann, in Groenlandia, in un'area che si riteneva ancora immune dagli effetti del global warming.
Ma è la simultanea apertura del Passaggio Nord Ovest, intorno al Canada, e del Passaggio Nord Est, intorno alla Russia, a costituire un vero e proprio choc. Non accadeva, secondo i climatologi, da almeno 125mila anni. Dall'inizio dell'ultima era glaciale erano rimasti entrambi bloccati: nel 2005 si era aperto solo il Passaggio Nord Est, l'estate seguente era accaduto il contrario.

«I passaggi sono aperti, è un evento storico, ma con il quale dovremmo abituarci a convivere nei prossimi anni», ha confermato il professor Mark Serreze, uno specialista di mari ghiacciati del NSIDC, sottolineando però che le autorità marine dei Paesi interessati potrebbero essere riluttanti ad ammetterlo, per evitare di essere citate a giudizio dalle compagnie di navigazione, le cui imbarcazioni dovessero incontrare ghiaccio e subire danni.

Gli armatori però sono tutt'altro che disinteressati. Il “Beluga Group” di Brema, ad esempio, ha già fatto sapere che manderà navi dalla Germania al Giappone via Passaggio Nord Est, con un taglio netto di 4000 miglia nautiche, quasi 7.500 km , rispetto alla rotta tradizionale. E il premier canadese Stephen Harper ha già fatto sapere che chiunque volesse attraversare il Passaggio Nord Ovest dovrebbe fare riferimento ad Ottawa: un punto di vista, questo, che non piace agli USA, che considerano quella parte di Artico acque internazionali.
I climatologi però rimarcano che simili dispute potrebbero essere irrilevanti, se il ghiaccio continuasse a sciogliersi al ritmo attuale. In tal caso, infatti, sarebbe possibile navigare direttamente attraverso il Polo Nord, completamente liberato dai ghiacci. Evento questo, che fino a poco tempo fa si riteneva possibile che dal 2070. Ora, però, molti studiosi indicano il 2030 come l'anno entro il quale l'Oceano Artico sarà completamente fluido in estate, mentre uno studio del professor Wieslaw Maslowski, della Naval Postgraduate School di Monterey, California, arriva a concludere che già dal 2013 il mare sarà completamente aperto da metà luglio a metà settembre. Il "punto di rottura", l'evento che ha ulteriormente accelerato il processo di scioglimento, è costituito dalla perdita-record di massa ghiacciata, dello scorso anno: le masse solide sono scese a un livello che non si attendeva fino al 2050, mandando all'aria tutti i calcoli prodotti fino a quel momento.

Pianeti in tempesta
Naturalmente queste notizie sono preoccupanti, specie per chi ha letto diverse antiche profezie su di un possibile cataclisma situato cronologicamente attorno al 2012, o per tutte quelle numerose persone che da tempo hanno dei sogni ricorrenti su di un’onda titanica che sommerge persone e città. Ma a chi afferma, come l’ex-quasi Presidente USA Al Gore, che i cambiamenti climatici sono unicamente colpa del nostro inquinamento, andrebbe spiegato che il fenomeno dei cambiamenti di clima non appartiene solo alla Terra, ma appare - con un bizzarro crescendo rossiniano - in tutti i pianeti del nostro Sistema Solare.

È di poco fa la notizia, alquanto sconcertante, della neve su Marte. Fino a ieri gli scienziati della NASA o gli esperti di astronomia di tutto il mondo, alla domanda se su Marte fosse possibile una bella nevicata, vi avrebbero risposto di no, accompagnando la loro affermazione scientificamente sicura al 100% con una smorfia di compatimento e l’atteggiamento superiore di chi spiega al nipotino un po’ lento nell’apprendere le cose fondamentali della vita. Pochi giorni fa, lo shock. Nevica su Marte, evento ripreso sia dalle sonde orbitali che da quelle sul suolo marziano, come la Phoenix. L ’evento è circoscritto a poche zone, e la neve si è sciolta prima di toccare terra, ma l’evento, stimato come “assolutamente impossibile” dagli astronomi, ha lasciato tutti di stucco. 
«Non si è mai visto niente del genere su Marte prima d'ora - ha dichiarato Jim Whiteway, docente di ingegneria spaziale dell'università di York, a Toronto (Canada) - ora siamo alla ricerca di possibili segni lasciati in passato dalla neve sul terreno». Il primo passo è stato cercare le tracce di antiche nevicate marziane nei campioni di terreno analizzati dal laboratorio Tega (Thermal and Evolved Gaz Analyzer) a bordo di Phoenix: i dati, rileva la Nasa , mostrano la presenza di carbonato di calcio e particelle simili a terra argillosa. «Sulla Terra la maggior parte dei carbonati e dell'argilla si sono formati solo in presenza di acqua liquida. Questo - secondo l'esperto - potrebbe confortare l'ipotesi di precipitazioni anche sul suolo di Marte». 

Insomma gli scienziati “ufficiali” e accademici sono sempre pronti a smentire le ricerche di frontiera di chi cerca di trovare spiegazioni innovative e alternative a quelle ufficiali, salvo poi rimanere letteralmente senza parole e senza spiegazioni di fronte all’imprevisto. Persino sul sito della NASA, al riguardo, oltre una stringata spiegazione degli eventi, appare solo un laconico «Le analisi sono ancora in corso».

Tre cicloni su Giove
Intanto, adesso sono tre le Macchie Rosse di Giove. Quanti si sono interessati al gigantesco pianeta Giove, avranno certo sentito parlare della Macchia Rossa, un immenso vortice che viene osservato fin dal 1665 (la scoperta è attribuita al nostro Cassini, fors'anche preceduto l'anno prima dall'inglese Hooke) nell'atmosfera di questo mondo e che si presenta con apparenze cangianti, a seconda del livello che raggiunge tra i fitti strati nuvolosi che avviluppano la mostruosa palla planetaria di idrogeno e di elio che è Giove. La macchia può presentarsi più o meno nettamente delineata, talvolta si decolora e quasi sparisce, altre volte appare di un rosa-arancione più o meno carico. In dimensioni supera di tre volte il diametro della Terra, in cifre sono circa 40 mila chilometri. Sul perché si sia formata e continui a cambiare apparenze non è facile rispondere : la Macchia probabilmente è il frutto del continuo sfioramento fra le grandi bande che solcano il pianeta, al confine fra quella sudequatoriale e la "zona" più chiara che la affianca: da questo deriverebbe pure il suo moto di rotazione, che non è uniforme e si accompagna a una certa "deriva" della Macchia in longitudine, in un'atmosfera che è tutta in movimento.
La macchia è alimentate sia dal calore che Giove riceve dal Sole che da quanto ne risale dal suo stesso interno, in cui predominano largamente composti di idrogeno e di elio, i due gas più leggeri.

In ogni caso, nel 2006 il telescopio spaziale "Hubble" individuò una seconda formazione lenticolare non lontano dalla Macchia Rossa e di dimensioni sensibilmente minori, che ricevette il nome di Red Spot Jr. Ma recenti osservazioni ne hanno messo in evidenza pure una terza, segnalata da Andrei Cheng dell'università John Hopkins: come è possibile che nell'arco di pochi anni siano apparsi questi oggetti la cui formazione chiama in gioco notevoli energie? E come si verifica tutto ciò? Il clima di Giove sta cambiando, forse è tutta l'atmosfera del pianeta che si scalda, come avviene oggi sulla Terra, dove si registra un notevole aumento di intensità e di numero degli uragani. C'è un perché di queste variazioni climatiche del gigantesco Giove? Forse le nuove macchie ci aiuteranno a capirlo, e non si esclude che possano fondersi, dando luogo a una macchia grandissima, come quelle talvolta apparse e osservate a lungo su Saturno, altro pianeta su cui si scatenano tali uragani. Quanto alle colorazioni rossastre, vengono attribuite a vapori di zolfo.

I vortici polari di Venere
Ma le anomali climatiche non riguardano solamente Marte: già nel Novembre del 2006 la navicella europea «Venus Express» svelò dei giganteschi vortici atmosferici che si avvitavano intorno ai poli del pianeta Venere. Secondo alcuni ricercatori, i fenomeni sono interessanti in sé, ma diventano ancora più interessanti se messi a confronto con fenomeni analoghi che avvengono sulla Terra. La «planetologia comparata» è una delle tante nuove discipline scientifiche che l’esplorazione dello spazio ha reso possibile.
L’atmosfera di Venere compie un giro intero del pianeta nell’arco di quattro giorni. La sonda della Nasa Pioneer Venus 25 anni fa scoprì il vortice polare Nord. Le immagini erano a risoluzione molto bassa, ma nel 2006 Venus Express ci mostrò particolari minutissimi. La cosa singolare è che questo ciclone Nord aveva due «occhi»: due tornadi in uno. Quando la sonda europea nell’aprile 2006 è arrivata in vista di Venere, subito gli scienziati dell’Esa sono andati a vedere se il polo Sud di Venere avesse un ciclone simile: e in effetti ce l’ha. Questi vortici polari, presenti anche su Giove, Saturno, Urano e Nettuno, sia pure con diversa intensità, sono la chiave per capire come funzionano le atmosfere di questi pianeti. Ogni vortice risente, naturalmente, della Forza di Coriolis, una componente trasversale dovuta alla rotazione del pianeta. E poiché la velocità di rotazione varia molto da pianeta a pianeta (per esempio Giove ruota molto rapidamente e Venere molto lentamente), la Forza di Coriolis contribuisce al diverso aspetto dei vortici polari.

«Siamo però ancora lontani - dice Pierre Drossart, astronomo dell’Osservatorio di Parigi - dall’aver compreso la genesi dei vortici polari di Venere: qui la Forza di Coriolis è debolissima, e certamente ciò ha a che vedere con i due lobi in cui si suddivide il ciclone, formando i suoi due “occhi”. Il meccanismo preciso tuttavia ci sfugge».

Agli scienziati il meccanismo di questi cicloni “sfugge”. Si tratta di una meccanica del sistema solare che Maya e antichi Sumeri avevano compreso benissimo, ma quando qualche ricercatore indipendente prova a farlo notare agli accademici, questi sostengono che è impossibile per dei selvaggi aver trovato soluzioni che a loro sfuggono. Un ottimo esempio in questo senso sono i Dogon. I Dogon sono una popolazione che vive vicino Mandiagara, 300 Km a sud di Timbuctu, nel Mali. Due antropologi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, li hanno studiati dal 1931 al 1952, e hanno descritto una cerimonia associata con la stella Sirio, che si tiene ogni 60 anni. Griaule e Dieterlen sostengono che i Dogon hanno diverse conoscenze sul sistema di Sirio che non è possibile ottenere se non con mezzi "moderni". In particolare conoscono l'esistenza di una stella compagna (Sirio B, indicata dalla freccia accanto alla luminosissima Sirio A), che ruota attorno a Sirio con un periodo di 50 anni, e che è composta di materia incredibilmente pesante. Sirio B è visible solo con un telescopio di discrete dimensioni, e la sua massa è stata determinata con tutto l'armamentario teorico dell'astronomia dell'inizio del secolo. Griaule e Dieterlen non fanno nessuna ipotesi su come i Dogon siano venuti a conoscere questi fatti. La storia ha avuto però un "boom" con un libro di Robert Temple, in cui questi ha ipotizzato che i Dogon conoscessero questi fatti da almeno 500 anni, e che li avessero appresi da esseri anfibi provenienti da Sirio. Altri "studiosi" ipotizzano che le conoscenze derivassero dagli egizi, e che questi ultimi avessero telescopi in grado di vedere Sirio B. Ad ogni modo, selvaggi 1, scienziati 0.

L’esagono di Saturno
Sempre nel novembre 2006 è la notizia di insoliti tornadi su Saturno. Nei giornali dell’epoca si stigmatizzava come le immagini della sonda NASA-ESA Cassini avessero permesso di individuare una gigantesca tempesta, grande due terzi del diametro terrestre, e che occupa 8000 km del Polo Sud di Saturno. La tempesta rappresentava una assoluta novità osservativa su pianeti che non siano la Terra ; aveva caratteristiche molto simili a quelle di un uragano anche se, come disse il dott. Andrew Ingersoll, membro della squadra Cassini, «Assomiglia ad un uragano, ma non si comporta come un uragano - Qualunque cosa sia, stiamo cercando di mettere a fuoco l'occhio di questa tempesta per scoprire perchè è là».
Anche in questo caso, gli scienziati non sanno cosa pensare, né hanno idea dell’origine del bizzarro comportamento climatico dei pianeti.

Passa un anno e nel Marzo del 2007, sempre la sonda Cassini mostra le incredibili immagini di un nuovo uragano su Saturno, talmente grande da includere tutto il proprio polo nord. Ma la cosa incredibile è che questa volta la formazione ciclonica è di forma esagonale!
«È una cosa  molto strana, il ciclone ha una forma geometrica assolutamente precisa presentando 6 lati praticamente di proporzioni perfettamente identiche», affermò allora Kevin Baines, esperto atmosferico e membro del team che curava lo spettrometro ad infrarossi della sonda Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena. «Non abbiamo mai visto niente del genere su nessun altro pianeta. Anzi, la densa atmosfera di Saturno è dominata da onde che plasmano le nubi  in modo circolare e celle convettive che fanno lo stesso lavoro, per cui è forse il pianeta del sistema solare in cui meno ti potresti aspettare l’apparizione di una formazione ciclonica in forma di una precisa figura geometrica a sei facce.  Eppure è lì».

In che mani siamo? I sedicenti scienziati della NASA e dell’ESA che sono convintissimi di aver compreso ormai quasi tutto del nostro Sistema Solare e del ciclo vitale  dei pianeti, ora balbettano frasi sconnesse, tutti allo stesso modo, scioccati da comportamenti planetari per loro assurdi. Eppure gli antichi sapevano che i pianeti sono paragonabili a degli esseri viventi, con dei loro ritmi vitali, e che ogni cosa nell’universo è collegata, specie i pianeti e le stelle. Per gli indiani d’America, ogni cosa, pianta, persona, animale e corpo celeste formano un tutt’uno. E i cambiamenti previsti dalle profezie Maya per il 2012 stranamente stanno collimando con un cambiamento climatico contemporaneo di tutti i pianeti del sistema solare. Forse un caso, forse un’evento isolato e scientificamente spiegabile. A tutt’ora, però, la scienza non sa dare risposte, né formulare teorie. A noi rimane solo di osservare il cielo con fiducia, aspettando il sorgere di un nuovo Sole.

«Allora, io ero la, sulla più alta delle montagne, e tutto intorno a me c'era l'intero cerchio del mondo. E mentre ero la, vidi più di ciò che posso dire e capii più di quanto vidi; perché stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa, e la forma di tutte le cose che, tutte insieme, sono un solo essere. E io dico che il sacro cerchio del mio popolo era uno dei tanti che formarono un unico grande cerchio, largo come la luce del giorno e delle stelle, e nel centro crebbe un albero fiorito a riparo di tutti i figli di un'unica madre ed in un unico padre. E io vidi che era sacro... E il centro del mondo è dovunque.»
- Alce Nero (Nicholas Black Elk) Oglala dei Teton Dakota, una delle divisioni più potenti della grande famiglia Sioux.



permalink | inviato da Maraute il 6/10/2008 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
26 settembre 2008
IL CROLLO DELLA CIVILTA' CAPITALISTICA OCCIDENTALE?




Il termine “deragliamento” non si avvicina nemmeno a descrivere ciò che sta per accadere agli U.S.A oggi con la crisi finanziaria, l’ondata depressiva e il fallimento della politica di guerra di George W. Bush ora che è fronteggiato dall’ Iran e dall’ orso russo.

Ma in senso più ampio, l’ occidente, come civiltà, dopo un secolo di guerre mondiali e il totale fallimento del suo capitalismo finanziario globale, potrebbe aver raggiunto i suoi limiti.

Coloro che hanno consolidati interessi nello status quo rigettano qualunque suggerimento che qualcosa vada male. Ivi incluso Donald Luskin, autore di un articolo apparso domenica 14 settembre sul Washington Post, intitolato: “Un popolo di esagerati:. basta con queste continue lagnanze sulla linea economica”.

Lunskin scrive, “l’incessante tambureggiare del pessimismo nei media e nella campagna elettorale” è “un virus”.

E continua “certo, ci sono punti problematici nell’economia, come il rilevamento da parte del governo dei mutui ipotecari dei giganti Fannie Mae e Freddie Mac, e il nervosismo a Wall Street per la questione Lehman Brothers, dimostrano ampiamente. E si è anche innalzato un po’ il tasso di disoccupazione. Ma nessuno di questi può essere causa di depressione o di esagerati paragoni con altre depressioni”.

Continuate a leggere e scoprirete chi è Luskin: un “campaign adviser” [consulente per la campagna elettorale, ndt] di John McCain.

Sappiamo che: “dove ti alzi dipende da dove stai seduto” e da chi paga le tue opinioni. Quindi: è in arrivo una catastrofica fusione del nocciolo?

Se così è, probabilmente una maggioranza di persone nel mondo starà pensando: “Ben gli sta! “. Negli ultimi 500 anni, l’occidente ha marciato attraverso il globo, armato fino ai denti con armi da fuoco, navi da guerra, bombardieri e – più recentemente – uranio impoverito, facendo rispettare il peso dell’uomo bianco tramite la riduzione in schiavitù di nazioni e popoli e appropriandosi di qualunque cosa di valore – dagli oggetti d’arte all’oro, al petrolio – che potesse essere portata via.

Dietro tutto questo, i finanziatori hanno spesso usato la pratica, diabolicamente furba, di creare soldi dal nulla per mettere i nativi di ogni luogo in una condizione di debito e laddove questo risultasse insufficiente, facendo lo stesso con le loro proprie popolazioni.

Tutto ciò viene ammantato di razionalità usando varie categorie di razzismo, superiorità culturale, Darwinismo sociale, determinismo storico, “dominio degli eletti”, “popoli scelti da Dio”, etc. O semplicemente, “la forza crea il diritto”.

C’è chi lo chiama “Nuovo Ordine Mondiale”.

Oggi, noi Americani, cittadini di serie B nella “patria della libertà e casa del coraggio”, vincitori di due guerre mondiali, portatori di democrazia in Afghanistan e in Iraq, alleati dei prodi Israeliani che innalzano il vessillo dei valori Cristiano-Giudaici fra gli ingrati Palestinesi – bene, noi Americani dobbiamo ai nostri stessi banchieri quasi 70 mila miliardi di dollari, secondo la stima più recente. Con il rilevamento da parte del governo di Fannie Mae e Freddie Mac, dobbiamo ai possessori dei prestiti male alloggiati, compresi Cina, Corea e Giappone, alcune altre migliaia di miliardi.

Nonostante il baccano di Kissinger, dei Kristol, dei fondamentalisti cristiani, e dei loro politici prezzolati e “media” milionari, l ‘America – in verità l’intero Occidente – è stato smascherato, forse perfino messo sotto scacco nel panorama mondiale.

Le guerre di Bush/Cheney in Afghanistan e in Iraq hanno sporcato il nome dell'America per sempre. L’Iran ha capito che siamo un “bluff”, in Israele il divario tra ricchi e poveri si sta incrementando tanto quanto negli U.S.A. Secondo un articolo di Ian S. Lustick, i Palestinesi hanno resistito agli Ebrei fino al punto che sono più gli Ebrei che lasciano la loro patria di quelli che vi arrivano e che coloro che rimangono si vanno radunando sempre più intorno a Tel Aviv come oasi sicura. (Ian S. Lustick, “Abbandonando il muro di ferro : ‘Israele e lo sporco Medio Oriente’”, Middle East Policy , Vo. XV, No. 3, Autunno 2008.).

Nei passati anni novanta, i banchieri europei hanno usato gli U.S.A. e le forze della NATO per smantellare la Jugoslavia così che George Soros e i Rothschild potessero trangugiarsi le risorse dei Balcani. Ma quella strategia sta fallendo nel Caucaso dove i russi hanno risposto agli attacchi genocidi del barboncino di Dick Cheney, Mikheil Saakashvili, l’ avvocato, addestrato a New York che la CIA ha eletto presidente della Georgia.

E ora la popolazione dell’ Ucraina, la “piccola Russia”, che sta comprendendo cosa l’Occidente ha in serbo per lei, sta tornando di corsa all’ovile slavo e potrebbe essere a solo un anno o giù di lì dalla riunificazione con i suoi cugini oltre confine della “grande Russia”.

Quello che si sta dicendo è di tenere d’occhio la sponsorizzata stampa occidentale, con alla testa Washington Post e New York Times, furiosa contro i metodi autoritari del primo ministro russo Vladimir Putin. Un esempio ne è l’articolo di Ellen Barry, corrispondente del Times, sulla conferenza stampa tenuta da Putin a Mosca l’11 Settembre. Lei scrive: “in tre ore e mezza, con toni che oscillavano tra il pugilistico e l’umile, Vladimir V. Putin ha tentato di spiegarsi”.

Sono spiacente Ms Barry. Lei e i suoi editori potreste pensare che la sua scrittura sia carina, ma Vladimir Putin è la figura principale del panorama mondiale oggi. E rimarrà tale finche George W. Bush non lascerà la Casa Bianca con disonore.

Putin è l’erede di un movimento epocale di patrioti che ha iniziato negli anni ’70 a ritirare fuori la Russia dai suoi confini. E’ cominciato con una base di operazioni interne al KGB e alla chiesa ortodossa, guidata dalla glasnost di Gorbachev negli anni ’80, e culminata nella seconda rivoluzione russa del 1991. A quel punto i finanziatori occidentali corsero gioiosamente in supporto all’assalto con cui gli oligarchi russi presero a saccheggiare la Russia di tutto ciò che possedeva.

Gli oligarchi furono le truppe d’assalto di un attacco finanziario che in occidente aveva già iniziato a coincidere con la mafia russa. Incitato da Washington Post e assistito da consulenti accademici di posti come Harvard, questa cosca internazionale ha quasi distrutto la Russia durante gli anni ’90. Ma quando Putin è stato nominato presidente ad interim da Boris Yelstin nel 1999 e dopo aver vinto, di suo, le elezioni presidenziali nel 2000, ha iniziato a rispondere combattendo.

Dalla metà degli anni ’70 ad oggi, a migliaia di gangster russi, insieme a molti Bolscevichi/Stalinisti della linea-dura, fu permesso di emigrare. Molti si stabilirono negli U.S.A. e sono ancora qui, molti di più si stabilirono in Israele. Infatti si dice che una causa che ha portato a gonfiare così tanto i prezzi degli appartamenti a New York, Miami, Tel Aviv e altrove sia stata l’ondata di denaro contante proveniente dai traffici illeciti.

Questi criminali si sono alleati col cartello della droga colombiano e hanno pesantemente infiltrato i sistemi finanziari mondiali, impiantando perfino le loro proprie banche con cui riciclare il denaro e speculare nella compravendita delle merci.

Ora Putin sta spazzando via ciò che rimane della categoria dei gangster. I suoi sforzi hanno raggiunto la pietra miliare a gennaio con l’arresto a Mosca di Semion Mogilevich, definito “l’uomo più pericoloso del mondo”.

Putin ha dichiarato che il mondo non sarà governato da un sistema “unipolare” , ovvero dall’esercito americano come forza di polizia al soldo della grande finanza. Questo non significa che la Russia debba essere nostra nemica. Infatti il mondo sarebbe molto migliore e sicuro, se noi ci unissimo alla Russia come alleati nel mantenimento della pace.

Ma per far questo il nostro sistema deve cambiare, perché il capitalismo finanziario è di gran lunga troppo instabile per poter coesistere con le altre nazioni alla pari. Può solo crescere o morire, perché ha sempre bisogno di nuove vittime che paghino gli interessi delle sue pratiche usuraie e per finanziare le sue bolle speculative. Come ultima risorsa necessita, da parte delle istituzioni finanziarie, di iniezioni di liquidità come quelle architettate dal segretario del tesoro Henry Paulson, in cui l’ultimo tappabuchi rimasto è prelevare danaro dai fondi pubblici e caricare il debito pubblico nazionale.

Una volta fermata la crescita economica, come è successo ora, una volta che tutte le bolle per rilanciarla sono scoppiate, come pure è successo ora, la fine è veramente vicina. Specialmente se questo avviene dove – U.S.A. – c’è una bancarotta.

Ciò che ci sta accadendo oggi non è solo un altro periodo di flessione. Se gente come il consulente di McCain, Donald Luskin ne dubitano, forse, invece di fare la campagna elettorale, dovrebbero domandare ai CEO [Chief Executive Officer, direttori generali. NdT] di Fannie Mae e Freddie Mac, agli azionisti di Lehman Brothers, le cui quote hanno perso il 90% del loro valore in meno di un anno, e ai milioni di persone che hanno perso la casa.

I candidati alle presidenziali Barack Obama e John McCain incitano al “cambiamento”. Bene, se stessi su una spiaggia con uno tsunami di 30 metri che ruggisce verso di me, anch’io chiederei il cambiamento. La differenza è che io non me ne starei troppo ad arguire sul significato delle parole “rossetto a un maiale”.

Richard C. Cook è un ex analista del governo federale degli U.S.A. la cui carriera include la Civil Service Commission degli U.S.A. , la Food and Drug Administration, la Casa Bianca ai tempi di Carter, la NASA e il Dipartimento del Tesoro. I suoi articoli di economia, politica e politica dello spazio sono apparsi su numerosi siti web. Il suo libro sulla riforma monetaria intitolato: 'We Hold These Truths: The Hope of Monetary Reform' [Possediamo queste verità: speranza di riforma monetaria, ndt] sarà presto pubblicato da Tendril Press. Egli è inoltre autore di 'Challenger Revealed: An Insider’s Account of How the Reagan Administration Caused the Greatest Tragedy of the Space Age' [Il Challenger rivelato: Resoconto di un testimone su come l’amministrazione Reagan causò la più grande tragedia dell’era spaziale, ndt], considerato da un critico come: “il più importante libro sui voli spaziali degli ultimi venti anni”. Il suo sito web “Challenger” è www.richardccook.com. Un nuovo sito di economia, www.RealSustainableLiving.com, è in arrivo con Susan Boskey come co-autrice.

Titolo originale: "The Crash of Western Capitalist Civilization?"

Fonte: http://www.richardccook.com/
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15.09.2008




permalink | inviato da Maraute il 26/9/2008 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Partiamo,
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Partiamo,
vincitori di coloro che ci umiliano,
lo spirito ribelle pieno delle stelle di Martì,
giuriamo di trionfare e di morire.
Quando rieccheggerà il primo colpo di fucile e si sveglierà
in uno stupore virginale tutta la macchia,
al tuo fianco noi combatteremo,
noi ci saremo.
Quando la tua bocca spargerà ai quattro venti:
riforma agraria, giustizia, pane e libertà,
al tuo fianco, con le stesse parole, noi ci saremo.
E quando arriverà alla fine del viaggio
la salutare azione contro il tiranno
al tuo fianco, aspettando l'ultima battaglia,
noi ci saremo.
E se il ferro interromperà il nostro viaggio,
chiediamo un sudario di lacrime cubane,
per coprire le ossa dei guerriglieri,
trasportate dalla corrente della storia americana.

Comandante Ernesto Guevara







"Gli apolitici hanno sempre torto: la loro complicità è partigiana; essi sono difensori dell'ordine costituito, sono una forza inerte a vantaggio del regime, degli interessi conservatori; i governi reazionari hanno sempre apprezzato la squisita utilità che viene loro offerta dagli
apolitici"

Pietro Gobetti







"...non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione...vorrei consolarti per questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini"

Lettera alla Madre - A. Gramsci






"La costituzione civile di ogni stato deve essere repubblicana. ...E siccome in fatto di associazione di popoli della terra si è progressivamente pervenuti a tal segno, che la violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti, così l'idea di un diritto cosmopolitico non è una rappresentazione fantastica di menti esaltate, ma il necessario coronamento del codice non scritto, così del diritto pubblico interno come del diritto internazionale, per la fondazione di un diritto pubblico in generale e quindi per l'attuazione della pace perpetua"

Per la pace perpetua - Immanuel Kant







"Il mondo vero, irrangiungibile, indimostrabile, impromettibile, ma
in quanto già pensato una consolazione, un dovere, un impertativo"

Friedrich Nietzsche






"La volontà della maggioranza non può pretendere il possesso della verità assoluta, poiché tale verità non esiste. Il principio di libertà impedisce di riconoscere una sola verità: ognuno ha la propria verità, ed anche la propria anarchia. In società, tuttavia, la libertà non può essere assoluta, ma deve essere limitata dal principio della solidarietà e dell'amore verso gli altri."

Errico Malatesta - L'Anarchia






Nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. l'insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base REALE sulla quale si ELEVA una sovrastruttura giuridica e politica alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale, condiziona, in generale, il processo sociale, politico, spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere ma, al contrario, il loro essere sociale a determinare la loro coscienza.

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